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AGENZIA SALUS Il lavoro multimediale del prof. Renato De Magistris, intitolato La medicina del giorno prima pone uno stretto nesso tra varie patologie e l'alimentazione. I temi sono illustrati attraverso un CD di cui si dà l'anteprima nell'apposita pagina di questo sito. CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
Dall’infarto all’ulcera: Infiammazioni, coliti, ulcere, polipi, dermatiti, allergie, degenerazione cellulare fino al cancro: malattie che non presentano cause infettive ma si fondano su un’alterazione biochimica delle cellule. Ogni
essere vivente è ciò che mangia. Vitamine e minerali ci consentono di
tenere efficienti i processi chimici vitali. Se c’è una carenza la
cellula soffre, funziona sempre meno fino a determinare la malattia.
E’ partito da questi assunti il professore Renato De Magistris,
docente di Chirurgia Generale della Seconda Università, allievo del
professore Antonio Lanzara. Quindici anni fa notò nella sua esperienza
clinica che in alcuni
pazienti l’arteriopatia ostruttiva degli arti non era collegata
a nessun altro tipo di lesione fin’ora conosciuta. <<In
quel periodo mi interessavo alla terapia catalitica - avverte De
Magistris - ossia
all’utilizzo di minerali a basso dosaggio. L’arteriopatia ostruttiva,
come è noto, è una patologia molto dolorosa. Dolore che anche la
morfina ha difficoltà a contenere. Cominciai allora ad utilizzare il
cobalto. Dopo la somministrazione di cobalto la sintomatologia dolorosa
regrediva rapidamente. Da questa osservazione clinica rividi tutta la
fisiologia inerente la vitamina B12, l’unica che possiede un’ atomo
di cobalto. Questa viene assorbita a livello intestinale grazie al
fattore “intrinseco”, un vettore che è presente nella mucosa
gastrica e che subisce l’influenza dei danni allo stomaco dovuti alla
cattiva alimentazione. Quindi ho studiato la correlazione tra disturbi
gastrici e produzione di
vitamina B12. A questo punto progettai un cartella clinica
informatizzata e per quindici anni ho studiato le patologie in rapporto
alle relazioni interdipendenti tra i vari organi ed apparati. Con
l’aiuto di analisi statistiche informatizzate ho implementato i dati
ed ho potuto constatare che esiste una altissima correlazione tra
disturbi gastrici e sindrome di Raynaud per carenza di cobalto. Anche
l’infarto del miocardio, secondo i miei studi, presuppone come primo
momento, inapparente, una lesione gastrica e un malassorbimento di
vitamina B12>>. Dallo
stomaco al colon il passo è breve. Fenomeni di putrefazione e
fermentazione a carico della flora batterica intestinale, alterata dalla
mancanza di nutrimenti adeguati,
innesca un ulteriore deficit di vitamine
e nutrienti in traccia come i minerali. <<
Somministrando il cobalto e gli altri minerali carenti – spiega De
Magistris – e migliorando lo stile di vita, pulendo l’intestino,
come facciamo per i denti, ed eliminando tutte le scorie depositate
sulle pareti intestinali, si ottiene un ristoro delle condizioni di
salute del soggetto>>.
Il consumo di cibo secondo il principio proporzionale è il suggerimento
di De Magistris che ha condensato le sue ricerche in un Cd-Rom dal
titolo ”La medicina del giorno prima”. Qui la malattia viene
interpretata come l’esito finale di un processo più meno lungo
le cui radici sono in una lesione iniziale : l’infiammazione o
flogosi. <<In
tutte le fasi iniziali di una malattia cronico - degenerativa –
avverte De Magistris – si assiste ad uno squilibrio biochimico
cellulare dovuto al venire
meno della protezione naturale verso
gli insulti chimici, biologici e microbiologici. Nella maggior parte dei
casi possiamo registrare una carenza di nutrimenti
che svolgono un funzione protettiva, in particolare della
vitamina A. Molto frequentemente si confonde l’infiammazione con
l’infezione >> dice ancora De Magistris.
Il risultato è che il risultato del mancato riconoscimento
dell’infiammazione “madre di tutte le lesioni” con
l’intervento di terapie errate fa peggiorare ancor più la carenza
iniziale. Per riconoscere e
reintegrare la quantità di vitamine e minerali ed evitare prolungate
carenze, bisognerebbe effettuare il dosaggio ematico. Ma in Italia si
contano sulla punta delle dita le strutture in grado di effettuarlo.
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