Studio, studiare, studente, alunno:

un poco di etimologia

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Studènte sm. (f. -entéssa) chi attende agli studi in un istituto di cultura, specialm. superiore: studente di legge, di medicina; studente di ginnasio || agg. che studia a scuola... 

Studiàre tr. e ass. [dal lat. studère] applicare l'intelletto a imparare qualcosa.

da  Fernando Palazzi, Novissimo Dizionario della Lingua Italiana. Casa Editrice Ceschina, 

Milano, seconda edizione 1939.

studiare, v. non popol. (fr. étudier, con étudiant, sp. estudiar): lat. volg. studiare, dedotto dal sost. studium; questo dal verbo studére «aver inclinazione per una cosa, sforzarsi per conseguirla»; che tradussero rispettiv. gr. spudàzo «aver cura», e gr. spudé «cura, premura». La locuz. ital. studiare il passo è già in Dante). La radic. di studeo dev'esser comune col lat. tundo «battere, percuotere» (v. contundere), e forse col verbo stupeo (v. stupire). Dal lat. studere, il bresc. e berg. stödí «preparare, condire». In modo analogo, anche il lat. (volg.) studiare si specializzò a designare particolari lavori che richiedono attenzione: canav. stüiè «adornare», ver. studiàr «sbuzzare» (polli o uccelli), sic. e cal. stuiari «nettare, acconciare», vic. stoźare «spolverare, forbire»; il campid. stuggiai «mettere in serbo» si accosta per il sign. all'a. fr. estuier «racchiudere, metter da parte», da cui si dedusse il sost. étui (prov. estug): donde l'it. astuccio (deriv. astucciaio), sp. estuche. Da studere, part. pres. studens: l'it. lett. studente, coi deriv. studentesco, -esca. E ancora da studiare, con immistione del *trusare, di cui alla v. intrudere, il ver. struśár «strofinare» (cfr. vic. stoźáre), col deverb. struśa «strofinaccio».

da Dante Olivieri, Dizionario etimologico italiano. Casa Editrice Ceschina, 

Milano, seconda edizione 1965.

 

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